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Il naturopata non è un riflessologo. Ecco perché non facciamo ore di riflessologia

    È una delle domande che ci fanno più spesso: «fate ore di riflessologia?». La risposta è no. E la ragione è la cosa più importante che abbiamo da dirti su questo mestiere.

    Guardare le ore di pratica è giusto

    Quando confronti le scuole di naturopatia, cerchi le ore di pratica. Fai bene: in programmi che sembrano tutti uguali, le ore sono l’unica cosa concreta su cui appoggiare una decisione. E quasi tutte le scuole, nel loro elenco, mettono la riflessologia.

    Poi guardi cosa sono, quelle ore

    La riflessologia è una disciplina seria. Talmente seria che diventarne un professionista richiede anni: una specializzazione a sé, con una sua formazione, una sua pratica, una sua deontologia.

    Quaranta ore, o sessanta, non fanno un riflessologo. Non possono. Fanno un naturopata che sa abbozzare un trattamento al piede — e una persona che, per riceverlo, dovrà tornare ogni settimana. Perché quel trattamento lo sa fare soltanto lui.

    Quelle ore non ti stanno insegnando una professione. Ti stanno insegnando un gesto — e stanno costruendo, senza dirlo, la dipendenza della persona da chi lo esegue.

    La domanda vera è un’altra

    Non è quante ore hai praticato su una persona. È chi, quando tu esci dalla stanza, sarà in grado di prendersi cura di lei.

    Le medicine antiche non hanno mai messo un operatore al centro. Hanno messo una mappa. Punti riflessi, punti marma, punti dell’agopuntura: e quei percorsi non sono nervi. Sono le vie dell’energia, delle emozioni, dei fluidi. La riflessologia moderna si spiega attraverso le connessioni nervose; le tradizioni da cui attingiamo raccontano qualcosa di più antico e di più largo.

    E una mappa ha una proprietà che un trattamento non ha: si può insegnare. Anche alla persona stessa.

    Per questo insegniamo l’autotrattamento

    Nel triennio impari dove sono quei punti e cosa metterci sopra: un olio essenziale, un fiore, una pressione, un gesto. Non per eseguirlo tu, ogni settimana, a pagamento. Per consegnarlo — perché la persona lo rifaccia a casa, da sola, quando ne ha bisogno.

    C’è anche una conseguenza che nessuno dice ad alta voce. Chi non può permettersi un trattamento a settimana non è un cliente perso: è esattamente la persona che ha più bisogno di imparare. L’autonomia non è solo un valore etico. È ciò che rende il benessere sostenibile per chi non ha un reddito che regga una serie di sedute.

    Come si misura un naturopata

    Un naturopata che crea dipendenza ha fallito, anche con l’agenda piena.

    Il nostro mestiere è renderci non necessari.

    Triennio di Naturopatia
    Formazione professionale ai sensi della L. 4/2013
    Se vuoi capire come si insegna una mappa invece di un gesto, parlane con noi.

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    Le domande che ci fate più spesso

    Fate ore di pratica di riflessologia nel triennio di naturopatia?

    No, e non è una dimenticanza. La riflessologia è una specializzazione a sé, che richiede anni di formazione dedicata: quaranta o sessanta ore non fanno un riflessologo, fanno un naturopata che sa abbozzare un gesto e una persona che dovrà tornare ogni settimana perché quel gesto lo sa fare solo lui. Nel triennio si insegna invece dove sono i punti riflessi, i punti marma e i punti dell’agopuntura, cosa applicarci sopra (oli essenziali, fiori di Bach) e come insegnare alla persona a farlo da sola.

    Quante ore di pratica ci sono nel triennio di naturopatia?

    Seicento. La pratica non è una voce separata dal programma: è dentro le 1.666 ore del triennio, sotto forma di tirocinio sui casi, e ne occupa 600. E non sono simulazioni: gli allievi conducono colloqui con persone vere, passo per passo, con l’assistenza dei docenti tutor, più 10 ore all’anno di tutoraggio individuale con i fondatori. Non è la pratica manuale di una singola tecnica specialistica: è l’esercizio della lettura della persona, che è il mestiere vero del naturopata.

    Il naturopata è un riflessologo?

    No: sono due professioni distinte, con formazioni distinte. Il naturopata conosce le mappe del corpo — punti riflessi, punti marma, punti dell’agopuntura — e l’applicazione di oli essenziali e fiori di Bach, per accompagnare la persona verso l’autonomia. Il riflessologo pratica una disciplina specialistica che richiede un percorso proprio, di anni. Chi propone poche ore di riflessologia dentro un triennio non forma né l’uno né l’altro.

    Perché una scuola di naturopatia dovrebbe insegnare l’autotrattamento invece dei trattamenti?

    Perché il valore di un naturopata non è il trattamento che esegue, ma l’autonomia che lascia. Un trattamento sa farlo solo chi l’ha imparato; una mappa si può insegnare, anche alla persona stessa. C’è anche una ragione concreta: chi non può permettersi una seduta a settimana non è un cliente perso, è la persona che ha più bisogno di imparare a prendersi cura di sé.

    Che differenza c’è fra i punti riflessi delle medicine antiche e la riflessologia moderna?

    La riflessologia moderna si spiega attraverso le connessioni nervose e le zone del corpo. Le medicine antiche descrivono qualcosa di più largo: quei percorsi non sono solo nervi, ma le vie dell’energia, delle emozioni e dei fluidi. È una lettura che considera anche l’emozione che abita un punto e l’organo che la custodisce.

    Voglio diventare riflessologo: mi serve una scuola di naturopatia?

    No: per diventare riflessologo serve una scuola di riflessologia, e lo diciamo volentieri anche al telefono. Sono due mestieri diversi ed entrambi meritano di essere imparati sul serio. La naturopatia forma professionisti del benessere ai sensi della L. 4/2013 che accompagnano la persona all’autonomia, non specialisti di una singola tecnica manuale.

    Nulla in questo articolo intende sminuire la riflessologia o chi la pratica: è una disciplina che richiede una formazione dedicata e pluriennale, ed è proprio per questo che riteniamo non sia riducibile a poche ore dentro un altro percorso. Le discipline bionaturali hanno finalità educative e di riequilibrio del benessere: non sono diagnosi, non costituiscono atto medico e non sostituiscono il parere o il trattamento del medico.

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    Prodotto presentato a fini didattici e di approfondimento personale. Il naturopata è operatore del benessere ai sensi della L.4/2013, non figura sanitaria: nessuna indicazione terapeutica o consiglio di assunzione.

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