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Competenze attese del naturopata, anno per anno

Ogni anno del triennio di naturopatia aggiunge un livello di lettura a quello precedente. Qui sotto, per ciascun anno, ciò che l’allievo sa fare quando lo conclude e come viene verificato.

1° annoosservare la persona
2° annodare un nome ai quadri e scegliere gli strumenti
3° annotenere insieme le tradizioni davanti a situazioni complesse
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1° anno · I fondamenti

Leggere la persona

L’anno si apre con il modulo d’ingresso «Le Energie Cosmiche» e procede Loggia per Loggia: Metallo, Fuoco, Acqua, Legno, Terra. Accanto alla Medicina Tradizionale Cinese corrono l’Ayurveda, l’erboristeria, l’aromaterapia, i cristalli e l’I Ching, sempre ricondotti alla stessa Loggia.

Al termine del primo anno l’allievo sa:

  • spiegare Yin e Yang, il Qi e le sue forme, i Cinque Movimenti con i loro cicli, e riconoscere a quale Loggia appartengono organi, emozioni, stagioni e sapori;
  • descrivere i tre dosha e riconoscere la costituzione prevalente di una persona;
  • condurre un primo colloquio, ascoltando la richiesta di aiuto e distinguendo ciò che la persona riferisce da ciò che lui osserva;
  • osservare la lingua e gli altri segni della semeiotica di base, e descriverli prima di interpretarli;
  • collegare una pianta, un olio essenziale o un cristallo alla Loggia su cui agisce, motivando la scelta;
  • redigere un’anamnesi olistica ordinata e un primo report di riequilibrio su alimentazione e stile di vita.

Come si verifica: quattro casi completi su persone reali, rivisti con i tutor, e i quiz di verifica dell’anno.

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2° anno · Sindromi e strumenti

Dare un nome ai quadri

Si riparte dal Metallo, a un livello più profondo, e si ripercorrono le Logge. Entrano gli Otto Principi, i quadri degli Zang-Fu, i meridiani principali e straordinari, la coppia Luo-Yuan. Gli strumenti si ampliano: piante, oligoelementi e diatesi, oli, fiori di Bach letti attraverso la Medicina Tradizionale Cinese.

Al termine del secondo anno l’allievo sa:

  • usare gli Otto Principi come primo setaccio: pieno o vuoto, caldo o freddo, interno o esterno;
  • riconoscere i principali quadri degli Zang-Fu e seguirne l’evoluzione lungo i cicli dei Cinque Movimenti;
  • localizzare i meridiani e i punti principali e lavorarli in modo non invasivo: digitopressione, moxa, coppettazione, oli essenziali;
  • affiancare la lettura della Medicina Tradizionale Cinese a quella ayurvedica, riconoscendo dove si incontrano e dove divergono;
  • scegliere gli strumenti in base al quadro e non al sintomo, giustificando ogni scelta;
  • usare l’I Ching come specchio del momento di cambiamento della persona;
  • costruire un report di riequilibrio in cui priorità, obiettivi e cautele seguono da ciò che ha osservato.

Come si verifica: quattro casi, nei quali il quadro letto e gli strumenti proposti devono reggersi a vicenda, e i quiz di verifica dell’anno.

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3° anno · La clinica comparata

Leggere situazioni complesse

L’anno parte dal modulo d’ingresso «La clinica nelle Medicine Antiche»: 52 lezioni sui quadri di nove apparati, letti in chiave olistica e messi a confronto tra Medicina Tradizionale Cinese, Ayurveda e fisiologia. Si approfondiscono lo Xue (il Sangue) e i quadri energetici integrati. Negli «esempi studio» la diagnosi è già stata fatta dal medico e resta sua, e il naturopata lavora su ciò che le sta sotto e attorno.

Al termine del terzo anno l’allievo sa:

  • leggere la stessa persona in tre lessici, quello della medicina, della Medicina Tradizionale Cinese e dell’Ayurveda, e individuare lo spazio in cui il naturopata può lavorare;
  • riconoscere il terreno che accompagna una condizione già diagnosticata, senza sovrapporsi alla diagnosi e alla terapia del medico;
  • comprendere il significato generale di un esame del sangue o delle urine, riconoscere di chi è la competenza e indicare quando serve rivolgersi al medico;
  • integrare tutte le discipline del triennio in una proposta coerente, con priorità, cautele e modalità di verifica;
  • presentare e sostenere oralmente il proprio ragionamento, motivando i collegamenti fatti;
  • scrivere un elaborato professionale chiaro, in cui osservazioni e interpretazioni sono distinte e la premessa deontologica è al suo posto.

Come si verifica: gli ultimi quattro casi, che completano i dodici del triennio, e l’esame finale: una prova teorica di 200 domande in due ore e un caso teorico da analizzare in due ore e presentare oralmente.

Il filo che li unisce

I dodici casi del triennio sono valutati sempre sulle stesse sei competenze, che crescono di anno in anno.

01Ascoltare e comprendere la richiesta della persona
02Distinguere dati riferiti, osservazioni e ipotesi
03Collegare con coerenza le discipline
04Individuare risorse, priorità e obiettivi realistici
05Riconoscere limiti, precauzioni e controindicazioni
06Scrivere un documento chiaro e deontologicamente corretto

Cambia la profondità, non il criterio. Lo stesso caso letto al primo anno e rivisto al terzo mostra la strada fatta.

Il naturopata lavora sul terreno e sull’educazione al benessere, nel quadro della Legge 4/2013: non formula diagnosi, non prescrive farmaci e non interferisce con le terapie in corso.